Basta! Parlamento pulitoIl calendario 2007 dei santi laici Ridi e lascia Ridere!

"Dio pose in ognuno di noi una scintilla di comicità... io voglio ardere per essa" - Laco

sabato, 05 luglio 2008
Mantra


Se Dio vuole, avrò dei figli. A ognuno di loro, appena nato, reciterò il mio mantra...



Per un uovo sodo ci vogliono sei minuti, e per uno alla cock ne bastano tre...
altro, bimbo, non so della vita. Respira profondo e vivi, e
se vuoi sognare sogna. Io voglio che tu sogni.
Certo una vita senza problemi è impensabile:
c'è quello dove non riesci ad aprire  il tonno perchè ti si è rotta la chiavetta
e c'è quello che sei su un aereo che sta precipitando!
Ma il segreto è uno solo, sempre: pensare sempre in positivo...
per esempio, che nell'impatto al suolo ti si apra il tonno.

Postato da: Laco a 15:01 | link | commenti (2)

giovedì, 03 luglio 2008
Goodbye Democracy ®



Molti lo trovano ridicolo,
trovano i suoi scatti d'ira
impulsivi e irragionevoli.
Molti trovano patetico che si sia fatto
 strumentalizzare dall'opposizione,
strumentalizzare dalla lega e dai missini,
dato in pasto alla stampa per affondare il suo stesso partito...
Molti ancora trovano ridicole le sue morbosità
per i carabinieri e per la televisione...
Altri, infine, trovano pietose le sue risse con i giudici,
stonate le liti con l'opposizione,
comica la minaccia dei misteriosi dossier...
non dico che abbiano torto:
forse sarà un presidente emotivo;
forse sarà un presidente stravagante e bilioso;
forse ingenuo.
Ma è il mio presidente; e mi levo il cappello quando rido!

                                                                                                    - Corrado Guzzanti

Anche se ormai, scusate la banalità, non ci resta che piangere.

...Resisti e lascia Resistere.
 

Postato da: Laco a 20:52 | link | commenti

mercoledì, 02 luglio 2008
Tropical Rain

Immag002Cosa serve:
Tumbler Alto
Sciroppo di menta
Latte di mandorla
Latte intero (o parzialmente scremato)
Ghiaccio
Cannucce e decorazioni (possibilmente in tinta verde)
Preprazione:
Prendete ilTumbler Alto (FFFatto? bbene!)
Aggiungete del ghiaccio, poi 4 cl di sciroppo di menta, 2 cl di latte di mandorla e colmate con il latte intero il bicchiere fino a raggingere i 3\4.
Aggiungete l'ultimo cubetto di giaccio e due cannucce.
So che all'inizio mettersi a contare i cl è un fastidio... ma con il tempo vi assicuro che farete tutto ad occhio.
Miscelate con cura e gustate con camicia hawaiana verde. 


Benvenuti in Paradiso.

Postato da: Laco a 13:04 | link | commenti

martedì, 24 giugno 2008
Laco ha finito le sue medicine..



BBzzZZZZZzzzzzz

Che tristezza nei cimiteri con quelle scritte sulle lapidi, che scrivete voi eh, i decedenti.. non i deceduti, mai il deceduto la mette sempre il decedente. Quelle frasi tristi "Sarai sempre con noi": ma chi cazzo ve lo dice che vuole stare sempre con noi?! Ma che non sia il decedente a decidere per il deceduto, ma il deceduto che da decedente decida prima del decesso da decedente di decidere (rileggete questa frase un paio di volte dopo i pasti prima di andare a letto e tutto si chiarirà). Voglio dire, che siano delle frasi di spirito! così la gente va al cimitero con gioia a ritrovare i propri avi, mangiando panini, con il salame, i giochi per i bambini. Che uno arriva e fa "Non so cosa fare oggi"  "ma andiamo al cimitero a farci due risate" ma sì! Delle frasi spiritose, che la gente passa e si mette di buon umore! Che ne so la mia l'ho già in mente "Ve l'avevo detto che non stavo tanto bene"... a me piace, fa ridere, anzi senti questa "Lo ricorderemo per le sue ultime parole -Cazzo il camion-" . Noi imbecilli abbiamo una tradizione su questo. Un attore shaksperiano (o come cazzo si scrive) una volta mise sulla sua lapide: "Sono morto tante volte. Così, mai".
Frasi che mettano allegria! Che sò? tipo "Tiratemi fuori di qui, sto un po' meglio" oppure "Amore mio mi manchi, ma qui mi arrangio!" o ancora "Torno subito"; "Sto da Dio" (sto.. da Dio, capita no? questa la potevo evitare). Frasi come "Non chiamatemi più, qui non c'è campo!" oppure la più bella: "Vi aspetto"!

Che sia allegria, che sia gioia, divertimento, spensieratezza!
DOTTORE?!
Arrivo
C'è il dottore che mi chiama per l'elettroshock... lo scaldi intanto, che a me freddo non piace
Allora io vi lascio, cantandovi una canzone, e la canzone è Over The Rainbow, ricordandovi che oltre l'arcobaleno non c'è più la pentola piena d'oro... ma un blister di Prozac.
Ah, miraccomando sulla mia pietra: "Ridi e Lascia Ridere"


Oddio dottore! E' caduto l'arcobaleno, ha schiacciato gli gnomi! Andiamo a recuperare il prozac presto!
Dottore? E' caldo l'elettroshock?

BBzzZZZZZzzzzzz

Postato da: Laco a 00:26 | link | commenti (1)

mercoledì, 04 giugno 2008
E' Buffo...

E' passata.
E' come quando ti senti male, durante la notte: forse perchè hai bevuto troppo, forse perchè quello non era semplice tabacco. In quel momento, quando senti la tua fronte imperlata di sudore gelido, le gambe che tremano, la nausea... in quel momento pensi che non ti sei mai sentito così da schifo prima d'ora, e sei convinto che non guarirai mai. I giuramenti scivolano fuori dalla tua bocca, prometti a te stesso che non toccherai mai più l'alcol, la marja, altro...
Collassi esausto e poi ti svegli, la mattina, il pomeriggio, persino la sera dopo.
E' passato tutto, sei sano come un pesce, un pesce un po' rincoglionito dalla nottata schifosa, ma sempre guarito.
Ripensi alla sera precendente e sorridi, felice, perchè il malessere non c'è più.

Io sto sorridendo

Il mio era uno di quei malanni che ti lasciano un sapore cattivo in bocca, aspro: una storia iniziata bene e finita di merda. Uno di quelli che affrontavo come faccio sempre: fingendo che vada tutto bene. Mi aiuta farlo, ridimensiona quell'impatto al momento del risveglio: mi aiuta a non sentirmi un idiota quando mi rendo conto quanto fosse sciocco il mio essere triste.
E' stata una canzone, la mia sveglia. Non conosco il titolo, il cantante, non sono riuscito neanche a capire il testo, un po' perchè era in inglese, un po' perchè chi non sa cantare si ostina ad utilizzare filtri e distorsori.
Il ritmo, la melodia, è entrata dentro e mi ha fatto sentire leggero, come la pasta dei biscotti appena sfornata: friabile, lievitata, la massa data da un profumo di dolce appena sfornato.
La cosa assurda è ciò che è scattato in quel momento nella mia testa: mi sono trovato a pensare che se basta una canzone a farmi sentire così bene, allora significa che in realtà non era così grande la mia sofferenza, o che forse non stavo soffrendo. Era un dubbio, magari una menzogna... di colpo è diventata verità.

Panta rei, tutto scorre. Anche il dolore passa. Io, ora, sorrido.

E' proprio vero: si impara solo dagli errori. Ho imparato tante cose in tre mesi. Una per ogni mese:
Primo, quello che ho ottenuto, me lo sono guadagnato
Secondo, dire che è impossibile capire una donna non è un'ottima scusante, ma una bugia
Terzo, bisogna sempre dare il meglio di sè, non per ottenere altrettanto dagli altri, ma per stare in pace con se stessi.

La vanità... è questo quello che ti ha spinto a leggere fino in fondo questo intervento, perchè vuoi conoscere qual è la frase d'effetto con cui chiudo definitivamente questo capitolo. Imbarazzata? Hai capito che quella cosa che hai dentro non è semplice curiosità ma un egocentrismo grosso come una casa?
E' buffo...ma non ho nulla da dirti.
Però voglio dire qualcosa agli altri: Laco è tornato e questa volta per restare.

RIDI E LASCIA RIDERE

Postato da: Laco a 22:47 | link | commenti (1)

martedì, 29 aprile 2008
Intervista Doppia | Paolo&Laco

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Intervista Doppia Laco&Paolo... Due individui con davvero poco da fare nella loro di vita cioè.

Nome dell’altro Davide

Nome dell’altro: Paolo

Cognome dell’altro La Camera

Cognome dell’altro: Marucchi

Soprannome dell’altro Laco

Soprannome dell’altro : maverick

E’ lui il tuo migliore amico? No

E’ lui il tuo migliore amico? no

Come hai conosciuto l’altro Gli ho fatto apparire una Drag Queen da una torta per il suo compleanno

Come hai conosciuto l’altro Su internet, in un gioco di ruolo. Eravamo entrambi due preti, in lotta con le forze oscure… inutile far notare la somiglianza con la realtà

Descrivi l’altro Media altezza, cicciotello, naso grosso, si giusto, grossissimo, occhi all’infuori da pesce, troppi capelli, anti-atletico

Descrivi l’altro : ha due braccia, due gambe, una testa sulle spalle e un cervello ormai disperso. E’ estroverso, simpatico, sconfusionato, spesso pigro.

Un suo difetto Troppi capelli

Un suo difetto : a volte è troppo oppressivo

Una cosa che odi di lui La faccia

Una cosa che odi di lui la sua risata: fa dei versi assurdi

Una cosa che avete in comune Il naso e la ragazza

Una cosa che avete in comune siamo entrambi egocentrici e narcisisti, amiamo parlare di noi e abbiamo una visione della nostra vita troppo teatrale.

Una cosa che invidi dell’altro Ora come ora la ragazza

Una cosa che invidi dell’altro il fisico

Chi è più intelligente Io se si parla di Q.I., ma più idiota io

Chi è più intelligente non so, credo io, forse perché associo l’intelligenza alla vita scolastica

Chi si lava di meno Devo appurare ma penso io

Chi si lava di meno : io

Ti ha mai attratto fisicamente? Ovviamente

Ti ha mai attratto fisicamente? No, ma conosce quali punti stimolarmi per farmi eccitare

Una cosa per cui lo prendi in giro Scarso negli sport e in quasi tutti i giochi

Una cosa per cui lo prendi in giro non ha amici, o per lo meno non ne ho ancora intravisto uno

Dì una cosa dell’altro che l’altro non ci direbbe No, lo metto nei casini, ma una potrebbe essere che è bisessuale

Dì una cosa dell’altro che l’altro non ci direbbe è necrofago

Una cosa che avete fatto insieme di cui vai fiero Uscire

Una cosa che avete fatto insieme di cui vai fiero un intervento molto bello sul mio blog

Hai mai fatto abortire l’altro? Due volte, l’ultima è stata tre giorni fa

Hai mai fatto abortire l’altro? Non mancherà occasione

Dite una cosa che non vi siete mai detti Ti amo

Dite una cosa che non vi siete mai detti la velocità con cui abbiamo legato credo che sia indice di una alchimia particolare tra noi… qualunque cosa questa frase significhi.

Laco o Paolo?     Laco e la o

Laco o Paolo? Laco&Paolo  

Il tuo sogno nel cassetto Diventare un musicista famoso

Il tuo sogno nel cassetto Diventare un monologhista comico

Cos’è la cosa che sai fare meglio Suonare la batteria, programmare e disegnare (o almeno sapevo) nonché far ridere

Cos’è la cosa che sai fare meglio Credo far ridere, non che mi riesca particolarmente bene, ma tra tutte le cose mi sembra la cosa migliore che io sappia fare

Comico preferito Dario Cassini

Comico preferito Daniele Luttazzi

Attore italiano preferito Libero De Rienzo

Attore italiano preferito Sergio Rubini

Ti sei mai fatto una canna Si

Ti sei mai fatto una canna MAI … con questo governo bisogna stare attenti alle risposte

Canguro o elastico Canguro

Canguro o elastico Rinoceronte

Topo o Criceto Criceto

Topo o Criceto Criceto (la mia ragazza non ci crederà)

Favorevole o contrario Contrario

-         al termometro Ovviamente contrario

-         alla liberazione delle droghe leggere Favorevole

-         al diritto dell’altro di circolare a piede libero Contrario, gli puzzano i piedi

-         all’apertura delle case chiuse Contrario

-         bigamia Contrario

Favorevole o contrario

-         al termometro Dipende da dove te lo infilano

-         alla liberazione delle droghe leggere Favorevole

-         al diritto dell’altro di circolare a piede libero favorevole, altrimenti non saprei da chi andare per le droghe leggere

-         all’apertura delle case chiuse favorevole

      
      -bigamia
me ne basta una, nel bene e nel male

mai rubato? Si

mai rubato? Sì. Ok ragazzi, ma se un poliziotto legge questo intervento quanti anni mi piglio?

Mai pensato al suicidio Si

Mai pensato al suicidio in questo ultimo periodo di meno

Una cosa che devi fare da anni Comprare un doppio pedale decente e fare il sito ai miei

Una cosa che devi fare da anni mettermi a dieta e iniziare uno sport

Una cosa che non fai da anni Dire di amo (e lavarmi)

Una cosa che non fai da anni guardare il cielo

Una cosa che non farai mai più Dire di amo

Una cosa che non farai mai più impegnarmi in rapporti inutili

Chi ha gli occhi più belli Penso lui, sono azzurri…giusto?

Chi ha gli occhi più belli io

Chi ha il naso più bello Io anche se ce la giochiamo

Chi ha il naso più bello lui

Chi ha il sorriso più bello Penso io

Chi ha il sorriso più bello lui, è un motivo per cui mi piace così tanto

Chi ha l’ombelico più bello Io, il suo non mi piace Chi ha l’ombelico più bello credo io, il suo è troppo schiacciato

Chi ha le mani + belle Io, le sue son troppo piccole

Chi ha le mani + belle lui

Chi ce l’ha + lungo Non vorrei dire una cagata ma purtroppo penso lui, penso sia abbastanza fornito anche se, “naso lungo…”

Chi ce l’ha + lungo così a spanne dico lui

Chi è più attraente Io

Chi è più attraente se per attrazione si intende fisica lui, per quanto riguarda invece come “tipo”, credo io

Chi ha più fortuna con le donne In questo momento lui, incredibile vero? Ma in passato io ovviamente

Chi ha più fortuna con le donne pari, il che è tutto dire

Sei mai stato su un sito porno No, sono loro a venire da me di solito

Sei mai stato su un sito porno scherzi?! Vergogna fa diventare ciechi… oh, chi ha spento la luce?

Cos’è la cosa più lunga che hai Le gambe

Cos’è la cosa più lunga che hai il corridoio di casa mia

Quante patatine hai assaggiato? Perso il conto e non scherzo

Quante patatine hai assaggiato? Più di una meno di due

Prima volta Quasi diciassettenne

Prima volta beh la prima volta era buio, ero imbarazzato… ero solo

Prima volta con l’altro Sabato sera a Cernate D’Albiobardo in una casetta di legno per bambini spastici

Prima volta con l’altro dopo tre giorni che ci eravamo conosciuti, sul letto dei suoi

La tua fantasia Molto grande

La tua fantasia Premetto che non è di mia invenzione, ma mi ha colpito così tanto da diventare anche la mia: nella vasca delle palline colorate dell’ikea, in estate e con luce piena.

La fantasia dell’altro Io e lui pieni di cioccolato da leccarci via

La fantasia dell’altro dal parrucchiere, sulla poltrona reclinabile con il barbiere intento a rasargli i capelli

Fantasie sull’altro Io e lui in una vasca di nestea alla pesca nudi, basta una?

Fantasie sull’altro farlo mentre giochiamo a Devil May Cry4

La frase che ti eccita di più Leccami tutta

La frase che ti eccita di più Dai Davide (lei a pecorina) fammi quello che il governo fa ai pensionati

Un politico con cui andresti a letto Santanchè

Un politico con cui andresti a letto preferisco morire vergine

L’ultima volta che ti sei masturbato Sabato sera di ritorno da Cercate, ero troppo eccitato

L’ultima volta che ti sei masturbato mi sto masturbando in questo momento

Il tuo rapporto con la masturbazione Molto bello e profondo

Il tuo rapporto con la masturbazione io piaccio a lei e lei piace a me

Come ti masturbi Con le mani

Come ti masturbi in genere mentre fumo, tentando di centrarmi il membro eretto con gli anelli di fumo

Simula il tuo orgasmo migliore “Ahhh si AHHH!”  “Già finito?”  “scusa ç__ç”

Simola il tuo orgasmo migliore "Ossì!" "Cosa è stato?" "non lo so, proveniva dalla cucina"  

Attrice porno preferita Aurora Snow, emergente, moooolto emergente quanto profonda

Attrice porno preferita Mica sono così squallido da avere un’attrice preferita! … Eva Angelina

Due domande che vorresti fare all’altro Quanto ti lavi? Quanto ce l’hai lungo?

Due domande che vorresti fare all’altro

Cosa ne pensi del federalismo fiscale

Qual è il pene più lungo con cui hai avuto a che fare

Insultatevi e salutatevi Sei un ghei ma ti amo per questo, bella, e non sporcare troppo ad Ancona.

Insultatevi e salutatevi

Ciao puttanella

GRAZIE, ABBIAMO FINITO GRAZIE, ABBIAMO FINITO

Postato da: Laco a 20:14 | link | commenti (5)

giovedì, 27 marzo 2008
Ho imparato a Sognare.

 
la mia mmora
                                         

Ho imparato a sognare,
quando inizi a scoprire
che ogni sogno
ti porta più in là
cavalcando aquiloni,
oltre muri e confini
ho imparato a sognare da là
Quando tutte le scuse,
per giocare son buone
quando tutta la vita
è una bella canzone
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già
           
 C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò


TI AMO, NIENT'ALTRO HA IMPORTANZA.

Postato da: Laco a 18:28 | link | commenti (2)

mercoledì, 06 febbraio 2008
Laco batte il Diavolo

Luce.

[Siamo a milano2. L’appartamento di Laco.]

Laco: Chiavi… ci sono. Cellulare c’è. (comincia a cercare il portafoglio) Mamma!! Hai visto il portafoglio?

(una voce fuori campo, leziosa, dalla cucina) Mamma: l’ho visto sul tuo letto ieri

Laco: e lo so, ce l’ho messo io.. ma non lo trovo altrimenti non te lo chiedevo. Maledizione dove diavolo? ECCOLO! (preso lo infila in tasca. Si infila il giubbotto e fa per uscire. Gira due volte la chiave, apre la porta e)

Sconosciuto: Oh! Eccoti.

(Laco fa un salto. Una figura cinerea, con capelli corti brizzolati di un bianco latte e con una tunica nera con lo strascico, lo sta aspettando.)

Laco: S-Scusi?

Sconosciuto: Dai, su andiamo

Laco: Ma ce l’ha con me?

(lo sconosciuto estrae dalla tasca un fogliettino di carta e legge atono) Sconosciuto: Davide La Camera, nato il ventotto otto dell’ottantanove, biondo, azzurro d’occhi e una spiccata predilezione per la pasta?

Laco: sono io

Sconosciuto: Allora ce l’ho con te

Laco: ma lei chi è?

Sconosciuto: (fa un passo indietro allungando il braccio destro sul volto) iooo sono…la Morte. (disegna un arco a mezz’aria con il braccio mentre pronuncia queste parole, con fare teatrale)

 

(SBAM!. Laco sbatte con forza la porta lasciando fuori lo sconosciuto)

 

Mamma: Davide! Con chi stavi parlando?

Laco: niente mamma, testimoni di Geova.

 

DLIN DLON!! (suonano alla porta)

(Laco riapre, lentamente e circospetto… lo sconosciuto è ancora lì, fermo, sullo zerbino di casa sua con espressione stanca)
Laco: mi dica immediatamente chi è lei, o chiamo la polizia

Sconosciuto: la Morte, senti posso entrare?

Laco: chi scusi?

Morte: la Morte! Hai un bicchiere d’acqua? Sto morendo di sete

Laco: come sarebbe a dire “la Morte”?… intende la Morte proprio Morte?

Morte: sei cieco? Non vedi il vestito nero e il volto cinereo?

Laco: sì

Morte: è passato carnevale?

Laco: sì, ma..

Morte: e allora sono la Morte! Posso avere questo bicchiere d’acqua? Fuori c’è un sole da spaccare le lapidi. (si guarda intorno) hm, carino come hai sistemato il salotto

Laco: Grazie, riferirò all’arredatore. Adesso mi stia a sentire: non ho mai visto uno scherzo così di cattivo gusto. Lei non può essere la Morte…

Morte: a no?

Laco: no! Mi guardi! Ho diciotto anni e scoppio di salute

Morte: e quindi?

Laco: e … ok, ammetto che magari è un pochino fiacca come scusante, ma buon Dio!

Morte: sei ateo
Laco: si, ok, giusto. Proprio perché sono ateo non credo nell’esistenza di nulla che non mi possa essere dimostrato scientificamente! A nulla!
Morte: cos’hai lì al collo?

Laco: oh questo? È un piccolo cornino portafortun… ahaaa astuto!

Morte: Grazie lo so. Forza andiamo, farò finta che tu mi abbia offerto questo bicchiere d’acqua

Laco: non voglio andarmene

Morte: tu sentilo, non vuole andarsene. Senti bello, hai idea della fatica che mi ci è voluta per trovarti? Per Ade! Milano2 è un labirinto, tutto uguale: palazzi, giardinetti, lampioni – palazzi, giardinetti, lampioni – palazzi giard..

Laco: ho afferrato il concetto! Senta non posso andarmene ora, ho bisogno di tempo

Morte: mi spiace, ma non posso aiutarti. Vorrei, ma proprio non posso… e ora andiamo: è la mia prima volta e già sono in ritardo

(in quel momento, la mamma di Laco entra nel salone passando vicino allo sconosciuto, senza però degnarlo neanche di uno sguardo)

Mamma: che fai?

Laco: chi i-io? N-niente (lo sguardo di Laco passa dalla Morte alla mamma e di nuovo alla Morte)

Mamma: che guardi? Ti sei incantato?

Laco: no no è che io… io, ho sonno tutto qui

Morte: non può vedermi, solo tu puoi farlo, sei il mio “Incarico”

(la mamma prende una pila di panni da stirare e esce dal salone, lasciandoli di nuovo soli)

Laco: mi scusi, ma io continuo a credere che lei non sia la morte.

Morte: cosa ti aspettavi? Una donna bellissima, incappucciata di scuro con una enorme falce ossidata per il sangue delle vite che aveva spezzato?

Laco: pressappoco. Senza contare che me la immaginavo più alta

Morte: è la media per il mio peso!

Laco: ascolti, mi dia solo un po’ di tempo

Morte: per far che? Domani è previsto brutto tempo. Maledizione che sete. Forza sono già le sette, dobbiamo andare

Laco: c-c’è qualcosa dopo?

Morte: sì, le otto. Dai su!

Laco: e come sarà?

Morte: hai presente un comizio di Borghezio? Questo è peggio

Laco: sei di sinistra?

Morte: no, ma davanti a me sono tutti uguali: tronfi padani o comuni immigrati. Acquaaaaaaaaaaa!

(Laco esce dal salone e torna pochi istanti dopo con un bel bicchiere d’acqua con dentro una fettina di limone e due cubetti di ghiaccio)

Morte: vuoi corrompermi con del limone e un po’ di ghiaccio?

Laco: l’idea era quella

(beve, beve con gusto. Per ogni goccia d’acqua che entra nella gola di quell’individuo, se ne forma una sulla fronte di un ormai disperato Laco)

Laco: hai detto che è la tua prima volta, che intendevi?

Morte: quante volte sei morto?

Laco: nessuna

Morte: appunto, questa è la mia prima volta che svolgo il compito di morte. Poi mi assegneranno un altro “Incarico” da seguire e quando sarà l’ora lo andrò a ritirare

Laco: vuoi dire che mi hai aspettato e osservato per tutto questo tempo?

Morte: non solo ti ho osservato, ma sono stata anche plagiata. E’ così che funziona: più tempo passi con il tuo Incarico più inizi ad assomigliargli.

Laco: io non sono magro come te

Morte: psicologicamente, intendevo

Laco: hai senso dell’umorismo quindi?

Morte: niente più, niente meno del tuo

Laco: facciamo una scommessa, se vinco io continuerai a osservarmi finche non morirò di vecchiaia, malattia o ammazzato; se perdo, verrò subito con te

Morte: hai intenzione di scherzare con la morte, giovanotto?

Laco: Una gara di freddure ad oltranza, perde chi non è in grado di continuare, una barzelletta a testa

Morte: se accetto, scelgo io l’argomento

Laco: sarebbe?

Morte: … la morte

Laco: che fantasia

Morte: zitto e comincia

(rapido) Laco: Perchè gli scozzesi seppelliscono i morti con la testa di fuori? Perchè così risparmiano i soldi della fotografia!

Morte: per la barba di Caronte, è pessima. Senti questa: Due vecchie zitelle prendono il the ai tavolini di una locanda di montagna. Ad un tratto una gallina inseguita da un gallo attraversa la strada e finisce morta sotto un'auto. Una delle zitelle dice: "Hai visto? Ha preferito la morte...!".

Laco: (si lascia scappare un sorriso, lo smorza e riprende a raccontare) Un carabiniere al capitano mentre sta leggendo il giornale: "Capitano, è morto Tusi!". "Ma no è impossibile: è in ferie!". "Ma è scritto sul giornale: Incidente d'auto: morti 3, 4 con...tusi!".

Morte: vecchia, vecchia. Due carabinieri sono condannati alla pena di morte e devono decidere tra la sedia elettrica, la camera a gas e la ghigliottina. Il primo dice: "Allora, la ghigliottina non mi piace perchè mi fa troppa impressione tutto quel sangue in terra, nella camera a gas mi sento mancare il fiato... vada per la sedia elettrica". Viene accompagnato nella sala della sedia elettrica e gli viene data la prima scarica, ma per un difetto della macchina riamane vivo, anche dopo la seconda, è sempre vivo, e così pure dopo la terza al massimo voltaggio. Allora secondo la legge il carabiniere viene graziato perchè non è morto neanche dopo tre scariche. Mentre viene riportato fuori il graziato rivede il suo amico e gli dice: "La sedia elettrica non funziona". Quando tocca al secondo a scegliere il tipo di morte questi dice: "Nella camera a gas mi sento mancare il fiato, la sedia elettrica non funziona, vada per la ghigliottina!".

Laco: troppo lunga

Morte: fanne una corta allora

(risponde pronto) Laco: Colmo per un becchino, fare le fossette quando ride.

Morte: brividooo. Senti qua: Il dottore al paziente: "Ho una cattiva notizia per lei: ha il cancro". "E si può guarire?". "Temo di no". "Che debbo fare?". "Provi con i bagni di fango". "E posso guarire?". "No, ma si abituerà alla terra...!". (inizia a sogghignare)

Laco: ma và che sei stronza. Tocca a me: sempre un dottore, rivolto a un paziente. “Ho una notizia buona e una cattiva: quale vuole per prima?”. Il paziente si fa forte e opta per la cattiva. “Quella cattiva è che le abbiamo diagnosticato un tumore” “e quella buona dottore?” “Vede quell’infermierina lì in fondo? Forse questa sera me la trombo”.

Morte: Giornata bestiale! Sono distrutto: sono stato a seppellire mia moglie...non ne voleva sapere!

Laco: (scoppiando a ridere) ok ok, non male. Notizia giornalistica: Giovane si schianta contro lampione. Spenti entrambi.

Morte: questa non è bella

Laco: perché?

Morte: perché… beh perché questa era scorretta e.. e non faceva ridere

Laco: Si può ridere della morte? È veramente possibile? Solo a pensarci sembra una follia, come si può ridere su una cosa così brutta come la morte? Come si può solo pensare che esistano barzellette e buffonate su avvenimenti orribili come l’olocausto? Eppure esistono, per un semplice motivo: tu fai paura Morte, sei ciò di cui tutti, prima o poi, abbiamo avuto paura.

Morte: hai paura anche tu?

Laco: Assolutamente. E’ indubbio. Tu mi terrorizzi, forse è per questo che non voglio credere che tu sia qui. Ci vuole coraggio per smettere di ridere. Un coraggio che io non ho.

Morte: non credi che raccontare delle barzellette sulla mia natura sia coraggioso?

Laco: no, è semplicemente necessario. Sarebbe come chiedersi se il nutrirsi sia un atto di coraggio. Non vedo nulla di eroico nel mangiarsi una pasta al burro. Solo così, potrei sconfiggere la paura della morte: ridendoci sopra… solo così forse, sarei in grado di sconfiggerti

Morte: l’hai fatto

Laco: come?

Morte: ho finito le mie barzellette, sinceramente credevo che tu non ne conoscessi neanche una, altrimenti non mi sarei mai azzardata. Complimenti, hai vinto tu.

Laco: mi prendi in giro

Morte: affatto, prima che me ne vada vuoi sapere qualcos’altro?

Laco: tu sai quando ci rivedremo?

Morte: ovviamente

Laco: posso saperlo?

Morte: perché vuoi sapere quando tornerò?

Laco: così posso mettermi una camicia hawaiana

Morte: come desideri (così la Morte si avvicina, poggiandomi il suo mento appuntito sulla mia spalla destra, sussurrandomi poche parole al mio orecchio)

Laco: Ah…

Morte: deluso? Lascia perdere, non rispondere. Ora, devo proprio andare, addio.

Laco: Arrivederci

Morte: un’ultima cosa; cosa farai nella mia attesa?

Laco: semplice, continuerò a raccontare e ad ascoltare barzellette su di te e ti vincerò ancora, come ho fatto oggi

Morte: Arrivederci, Davide.

 

.. chiamami Laco.

 

Luce.

Postato da: Laco a 22:50 | link | commenti (5)

giovedì, 24 gennaio 2008
Requie

Nebbia. E' questo quello che mi viene in mente osservandolo. E' come un sussurro, dolce; si libra staccandosi da quella superficie scarlatta per arrampicarsi , fino a raggiungere il tuo viso, accarezzandolo con dolcezza ed lasciandosi inspirare. Le labbra si schiudono lente, accostate da quel tenero soffio che increspa la sua superficie. Osservi così quel piccolo miracolo che hai appena creato: con grazia, le acque in quella tazza si sono separate spaccando nettamente in due onde quell'atipico "Mar Rosso". Non puoi fermarti, non puoi resistere al dolce tintinnio del cucchiaio sulle pareti di ceramica... è un suono vellutato, un canto di una sirena  dai capelli purpurei e dalla coda lucente, come lo zaffiro che invitante, risplende sul suo seno. Non cedi, la tua mente è concentrata su quel piccolo incanto che si sta palesando sotto il tuo sguardo voglioso: lo zucchero, bianco come i fiocchi di neve nella terra delle fate, vortica e si lega alla miscela misteriosa, liberando un aroma unico, come solo gli Dei, paghi del loro nettare ambrato, possono ricordare. Le tue mani si serrano, vogliono far proprio quell'Eden in terra, ma la loro assurda utopia dura un breve, indimenticabile, istante; incandescenti, infine, allentano la presa su quella rosa spinata, accarezzando poi la tazza chiedendo perdono per il loro ardire. Senti questo ticchettio? E' il tuo cuore, ti sta minacciando, è disposto a ribbellarsi se non assaggerai al più presto quella piccola opera d'arte. Le tue labbra si avvicinano al bordo, i tuoi occhi si chiudono e infine, bevi.


PRRRRLRRRRRLLRRRLRRRRRRRRRRRRRRLLLRRRRRRRRRR sput! sput!
PUTTANA EVA C'HO MESSO IL SALE!

Nebbia.


... Bevi il tuo The e lascia Ridere.

Postato da: Laco a 21:53 | link | commenti (5)

domenica, 23 dicembre 2007
Per amor del vero.

Non ero tuo, non lo sono più e non ho mai voluto esserlo. Così comincio un piccolo intrallazzo che mi è venuta voglia di scrivere. Vedi: tu vuoi che non ti parli più e son contento, ma certe volte le cose non solo vanno dette ma vanno fatte leggere e vanno rilette. Questa è una piccola dichiarazione, un dolce sfogo possiamo dire. Non credere di aver cambiato di una virgola la mia giornata, la mia settimana o la mia esistenza, sono l'uomo più spensierato al mondo mentre scrivo queste righe. Ma ci tengo a dire una piccola cosa a te e quelli come te. MI AVETE ROTTO I COGLIONI!
Dite che sono ipocrita, e perchè? Perchè il secondo giorno che vi ho conosciuto non vi ho fatto un "discorsetto", perchè non vi ho detto "Sì, ma guarda, adesso però perchè non ti levi un po' dalle palle"? Beh, sto per farvi un regalo, ma non solo a voi ma a tutti quelli che leggeranno ciò che ho scritto, perchè sto per donarvi un piccolo pezzo del mio cervello: io non so odiare, non so disprezzare e non so essere cattivo. Divido il mondo in tre grandi categorie: quelli degni di rispetto, i miei amici (che amo e che rispetto) e quelli di cui non me ne passa neanche po' cazz! Esistete, non esistete; mi parlate, non mi parlate; mi odiate, mi amate, mi disprezzate, vi faccio ridere, piangere: non mi interessa, la vostra esistenza è soltanto un fattore acquisito nella mia mente. E sapete perchè ho la presunzione di essere così come sono? Perchè sono solo cazzi miei di cui non vi ho mai interrogato.

"Ma allora io? Sono suo amico?" Ecco la risposta: STRAFOTTETENEVE! Prendete tutto quello che io vi do e che continuerò a darvi, spremetemi a fondo fino a stillare l'ultima goccia di affetto, perchè su una non posso mentirvi: tutto quello che vi do ve lo dono perchè voglio darvelo e perchè vi VOGLIO BENE! Porca troia! INSIEME A VOI NON SO ESSERE TRISTE! Vorrei avere una macchina capace di succhiarmi via tutta la mia gioia per darvela!

Quello che vi do è vostro di diritto, senza che dobbiate fare nulla in cambio; quello che non vi è dato non esigetelo, perchè è inutile. Perdete tempo voi ma sopratutto, fate perdere del tempo a me.
Addio. (Eh!? Dite la verità: quando sono serio faccio ridere più del solito XD)

Adesso, probabilmente, capirete perchè questo mio aforisma mi è così caro, perchè è semplicemente "mio":
... Ridi e Lascia Ridere.  :D

Postato da: Laco a 11:35 | link | commenti (7)

lunedì, 03 dicembre 2007
Fossa bio-comica

Vi piace questo blog?
no?
cazzo ci fate qui allora?

se invece vi piace il blog (o vi piaccio io) questo intervento fa per voi!
Da oggi apre un'arma in più nella dura lotta contro la noia di tutti noi (sopratutto la mia):

formulacomica@hotmail.com

La casella di posta mia di me medesimo, aperta con l'unico scopo di riceve TUTTO, MA DICO TUTTO quello che voi avreste voluto spedirmi e non avete mai avuto modo di farlo.
NON E' LA MIA CASELLA DI POSTA PERSONALE, è stata creata APPOSTA! Quindi, i vostri messaggi verranno letti sicuramente e con la massima attenzione:

Volete intervistarmi facendomi domande stupide e siete curiosi di sapere quali modi idioti escogiterò per rispondervi? FormulaComica fa per voi!
Volete mandarvi il numero di telefono delle vostre sorelle? FormulaComica fa per voi!
Volete darmi delle idee per i miei prossimi monologhi? FormulaComica fa per voi! (NOTABENE: le migliori idee saranno utilizzate da Laco per i suoi interventi, E IL VOSTRO NOME E COGNOME -o il vostro Nick, come preferite- comparirà nell'intervento! FINALMENTE potrete dire "Questo intervento nasce grazie a me!") [lo so che non vi frega, ma sto recitando come una reclame della tv, quindi lasciatemi fare]
Volete mandarvi un pezzo scritto da voi? FormulaComica fa per voi! e vi assicura, che qualunque sia il vostro pezzo VERRA' PUBBLICATO immediatamente!
Volete mandarvi delle favole, un saluto, un ringraziamento, volete insegnarmi qualcosa (qualunque cosa)? FormulaComica fa per voi.

E' INSOMMA (stringendo XD) UNA VERA E PROPRIA FOSSA BIO-COMICA! Solo che queste, a differenza di quelle chimiche sono salutari! Fanno bene! migliorano la qualità della vita e delle vostre risate.

E' lì, aspetta voi. Quello che però voglio sottolineare e non mi stancherò mai di dirlo, è che chinque mi mandi UNA CATENA, o DELLA PUBBLICITA' (gli insulti sono, invece, ben accetti), VEDRA' COMPARIRE IL SUO NOME TRA "Laco Odia" La nuova sezione che sto preparando con tutti i nomi degli stronzi in circolazione. Per quanto concerne tutto il resto, SCRIVETE, SCRIVETE, SCRIVETE tutto (MA TUTTOTUTTOTUTTO) quello che vi passa per la testa.

Postato da: Laco a 20:02 | link | commenti (5)

lunedì, 12 novembre 2007
The Dark Side of...


Voglio ringraziare e dedicare ciò che segue a Paolo, "amico per caso", autore quanto me di questo pezzo. Grazie.

.:| Strano Colloquio |:. (Paul&Laco)

BIP-BIP BIP-BIP BIP-BIP. Una sveglia. La mano destra si alza con pigrizia, raggiunge il comodino e afferra il pollo di gomma per spegnerlo… qualcosa non quadra: la mano continua a muoversi a tastoni fino a raggiungere la sveglia e porre fine al suo fastidioso cicalio. Apro pigramente gli occhi, sono le sei e mezzo del mattino, tra meno di un ora ho il primo colloquio di tutta la mia vita. Emozionato? Tanto, come è giusto che sia. Avevo iniziato ad interessarmi a un nuovo lavoro già da un po’ di tempo e finalmente, dopo tante ricerche, il mio sguardo era stato attirato da un grande rettangolo nel centro della pagina 41 di Lavoro&Lavoro. Recitava così: “Cercasi tecnico e perito ingegnere”. Ho pensato subito, questo è il lavoro che fa per me! Così ho continuato a leggere: “Una nuova, eccitante occasione per chiunque da sempre sia stato interessato all’intrigante mondo della malvagità: la costruzione dell’importante base spaziale Morte Nera a sud della zona Gamma nel quarto settore della Via Lattea ha reso necessario l’assunzione di figure esperte e qualificate. Se interessati rivolgersi a 338/*********.”

Chiamo incuriosito; mi raggiunge una voce metallica dall’altro lato della cornetta… era disturbata da un fastidioso rumore di risucchio meccanico, ma non mi ha impedito di sentire il luogo e l’orario per il colloquio: Via Fabrizio Cantalupo n°56, alle ore 9.00.

Ed eccomi qui, la mia mano si è stretta sulla maniglia e adesso sto facendo ruotare lentamente la porta di ingresso sui suoi cardini…

 

Io: “salve”

Esaminatore: “si -woosh- segga -woosh-“

Io: “sono qui per il..”

Esaminatore: ”so benissimo -woosh- perchè lei -whoosh- è qui -woosh-“

Io: “scusi, perchè continua a ripetere "woosh"?”

Esaminatore: “il filtro della mia maschera è rotto; così faccio io il rumore”

Io: “.... certo capisco” … “woosh”

Esaminatore: “-woosh-COME?! –woosh-“

Io: “Niente un colpo di tosse, ehm..”

Esaminatore: “nome e –boosh- cognome”

Io: “David Les Chambre”

Esaminatore: [scrive] “nome da super cattivo? –woosh-“

Io: “Laco”

Esaminatore “Come?”

Io: “Elle, A, Cì, O”

Esaminatore: “Oh –woosh- mi scusi, avevo capito Luke. Bene, -Elle, A, Cì, O-”

Io: “Sarebbe Laco, una parola”

Esaminatore: “Preferisco Elle A cì O”

Io: “Come vuole”

Esaminatore: “Lei sa –woosh- chi sono io?”

Io: “Ad essere sinceri…”

Esaminatore: “Guardi bene: mantello, -boosh- maschera”

Io: “Oh mi scusi signor Zorro”

Esaminatore: “Ma che Zorro!”

Io: “Mandrake?”

Esaminatore: “Ma –whoosh” non scherziamo!”

Io: “Batman? Spawn? Paperinik?”

Esaminatore: Sì e Qui Quo Qua… sono –woosh-Dart Vader! Il capitano della Morte –buush- Nera”

 

Io: “Oh, mi scusi tanto signor Water”

D.Vader: “MA –woosh- che WATER!-woosh-, Vader! Vì –woosh-A Dì e erre! –woosh”

Io: “Ha notato che quando si arrabbia dice spesso “woosh”? Signor Vì A Dì E Erre”

D.Vader: “Vuole che la soffochi con i miei poteri psionici?”

Io: “No signor Vader. Mi scusi”

D.Vader: “Ecco bravo. Continuiamo –woosh-: il curriculum ce l’ha ?“

Io: “Sì”

D.Vader: “L’ha portato?”

Io: “No”

D.Vader: “…ah bene... Che precedenti –boosh- ha avuto?”

Io: “Due anni con la condizionale per atti sessuali su una gallina”

D.Vader: “Precedenti lavorativi signor Les Chambre, lavorativi..”

Io: “Ah! Non molti, prima ero papa sotto il nome di PioXVI ma poi ho lasciato la professione a causa di una gallina. Sono stato due anni portaborse di un deputato di An, poi presidente degli Stati Uniti e negli ultimi sei mesi ho trovato un posto come clown per il Mc’Donalds.”

D.Vader: “E Come mai ora –woosh- ha deciso di lavorare da noi? ”

Io: “Mi hanno licenziato, facevo uso di lardo”

D.Vader: “Brutta storia eh?”

Io: “Sì, ma adesso le assicuro che sono fuori, è un mese che non mi faccio una pista di pancetta.”

D.Vader: “Molto bene, molto bene –Campari-“

Io: “Campari?”

D.Vader: “E’ lo scrittore, fa un po’ di pubblicità, per tirare avanti.  Continuiamo: Studi?”

Io: “No, sto cercando di smettere”

D.Vader: -woooooooooooosh-

Io: “Scherzi a parte, ho frequentato il liceo scientifico Machiavelli di Pioltello, poi mi sono iscritto ad economia e commercio presso la Cattolica, ma sono entrato in un brutto giro di spaccio di santini, dai santini ai ceri votivi… e così è nata la mia passione per il malvagio; lì il mio primo incarico. Ho conseguito la laurea triennale in “scenotecnica del covo malvagio” del Dottor Destino e un master in “Storia degli errori dei supercattivi: da Satana a Gargamella”.

D.Vader: [prende appunti] “Famiglia?”

Io: “Tutto male grazie”

D.Vader: “-woosh- troppo scontata, può fare di peggio. Su forza, la sua famiglia: madre, padre, precedenti malvagi?”

Io: “Bhe, in famiglia c’è sempre stato un amore per la malvagità diciamo. Mio nonno votava PSI, la mamma è professoressa e il papà è napoletano”

D.Vader: “ottimo! –woosh- ottimo –sshh”

Io: “Chi ha parlato!?”

D.Vader: “Come?”

Io: “Lei ha detto –sshh”

D.Vader: “E’ il respiratore! –woosh- vede? Andiamo avanti forza: ha problemi a spostarsi? –whoosh-“

Io: “no affatto” [afferro la sedia, mi alzo, e mi riseggo tre metri più a destra] “visto?”

E infine accade: il labbro destro del supercattivo si arricciò, in un accenno di qualcosa che da molti anni non si vedeva sul suo volto: un sorriso. Purtroppo, la pesante maschera di graffite nera sulla sua faccia del signore oscuro, non permetterà mai a David, di vedere quella piccola, stupenda conquista.

D.Vader: [Preme sull’interfono mettendosi in contatto con la sua segretaria] “Susan, mi porti una tachipirina per favore”

Mi guarda, almeno credo che mi stia guardando: posso riflettermi nei vetri a specchio della sua maschera.

TOC TOC, Gneeeeek, Mrs. Rammat entra nella stanza del colloquio.

Susan: “La sua supposta signore”

D.Vader: “woosh- Come?”

Susan: “Come cosa?”

D.Vader: “come cosa che?”

Susan: “comecosache c’è?”

D.Vader(particolarmente seccato): “Ho capito bene? –woosh- supposta?”

Susan: “Lei mi ha chiesto una tachipirina! L’abbiamo solo in supposte”

 

Così il suo sguardo lentamente si va a distogliere dal mio volto per posarsi sul corpo della giovane segretaria; da prima, si poggia sulle gambe, poi sale pian piano: i suoi fianchi rotondi, la sua stretta vita, il suo seno e infine il collo… quel collo così sottile e liscio, privo di imperfezioni. Il respiro di Dart Vader si fa lento, calmo, calcolato, la mano destra lentamente si stacca dalla scrivania e punta a pugno chiuso in direzione della donna… si schiude, lentamente, mentre lui pronuncia queste parole: “Susan –whoosh-, trovo insopportabile la sua mancanza di competenza”

Mentre quella figura in nero pronuncia ciò, il volto della giovane inizia a contrarsi, si inorridisce e assume un’espressione grottesca, il respiro si fa affannoso, inizia a rantolare:

 

Susan: “Io, si-signore i-io… EEEEEEETCHIUUUU! Mi perdoni, mi sono raffreddata”

D.Vader, facendo “sciò-sciò con la mano sogghigna benevolo: “Torni pure di là –cshhh- e porti con se la supposta per favore. Si riguardi signorina mi raccomando.”

Osservo la bella segretaria fare un piccolo inchino con la testa per congedarsi ed uscire dalla stanza lentamente, ancheggiando con avvenenza.

Guardo basito Dart Vader, Super cattivo, Super-Super cattivo, capitano della Morte Nera.

D.Vader: “Bhe?! Cos-che? Che c’è?” allarga le braccia in senso di buffa impotenza “Oggi non ho voglia di uccidere nessuno va bene? Non sono uno dalla strozzatura facile, non tutte le voci che girano sul mio conto sono vere.”

 

Il signor Dart Vader non “Wosha” più.

Io: “Posso farle una domanda?”

D.Vader: “Prego… tanto ormai”

Io: “Perché porta quella maschera?”

D.Vader: “scommetto che pagheresti qualunque cifra per sapere quale sia il mio volto sotto questa maschera, non è vero?”

Io: “Sono molto curioso, ecco”

D.Vader [si guarda intorno, con circospezione] “Come desideri”.

Le mani si portano dietro alla testa, sento un rumore metallico seguito dal suono di una porta a scorrimento automatica. Un secco rumore metallico fa seguito allo sganciamento dei blocchi per tenere unite le due parti della maschera, le braccia fanno leva e piano piano si intravede il volto del comandante.

La sua pelle è rosa e non blu come raccontavano, le sue labbra sono normali e il suo naso ha qualcosa di incredibilmente familiare. Finalmente la maschera è tolta: quegli occhi, quella massa di capelli irregolari, quella fronte… davanti a me c’era una mia esatta copia, identica all’originale tranne per i vestiti e quel lungo, pesante, mantello nero.

Copia: “Sorpreso?”

Non rispondo

Copia: “Avanti, vuoi farmi credere che per la mia prima volta sono riuscito a farti stare zitto?”

Io: “Sai bene che l’unica cosa che riesce a farci stare zitti è il filetto al pepe verde di mamma”

Copia: “E adesso ti stai chiedendo: sono vero? Esisto?”

Io: “Veramente stavo notando quant’è grande la nostra fronte”

Copia: “Non è vero”

Io: “Già… non lo è”

Copia: “Sai chi sono?”

Resto zitto… è identico a me, solo… è diverso, c’è qualcosa che lo rende al tempo stesso potente, simpatico ma tremendamente oscuro.

Capisco, sorrido e contemporaneamente la mia copia sorride anche lei, come se mi avesse letto nel pensiero

Copia: “Chisonoio?” mi chiede con falsetto infantile

Io: “Molti mi avevano detto che ti avevo perduta e anche io non riuscivo più a