Profilo Facebook di Davide La Camera
mercoledì, 18 febbraio 2009

Ora che mi ricordo...



So che ogni tanto leggi il mio forum,
perciò mi permetto di lasciarti qui questo messaggio.

Oggi, mentre ero in treno ti ho pensata..
e stranamente ho ricordato solo cose belle.
Immagini di occhi socchiusi e sorrisi beati.

Non voglio tornare indietro, o quanto meno
pian piano mi sono convinto di ciò.
Ma volevo ringraziarti per tutto quanto:
quando lo troverò, se lo troverò, ti manderò
un enorme mukka-peluche.

E se non lo farò mai (pigro come sono),
magari non ti dispiacerai: l'importante
è il pensiero.
Il ricordo.
Un ricordo migliore dell'amara realtà.


Buio.

postato da: Laco alle ore 20:40 | link | commenti (1)
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giovedì, 22 gennaio 2009

Joker's Pray




Il tempo di accendere una sigaretta, di ridurla in cenere.
Di aspirarne il nero catrame.
Di impastarsi la bocca con quel sapore di Napalm misto marciappiede.
Di osservarne i rivoli salire verso il soffitto e schiacciarsi sull'intonaco bianco.

Il tempo di una preghiera, quella di un buffone in bilico tra l'odio e la follia.
Una preghiera del Joker.


« Mio buon protettore.
Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene,
rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola,
ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura.
C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità,
io devo soffrire per divertirla;
manda, se puoi, qualcuno su questo mondo un
clown
capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.
»


21/1/09
R3spect for my comrade in arms,
the man behind the mask: il Clown
.

postato da: Laco alle ore 19:08 | link | commenti
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mercoledì, 10 dicembre 2008

Reality Show



Si chiama "Il Vecchio Gioco".
In studio ci sono tre signori anziani con la pistola carica, ripensano alla loro vita.
Vedono chi sono stati, cos'hanno concretizzato.
Quanto sono andati vicini a realizzare i loro sogni.
Vince... chi non si fa saltare le cervella.
Il premio è un frigorifero.

postato da: Laco alle ore 15:32 | link | commenti
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venerdì, 14 novembre 2008

I Fretelli Mangiafuoco



"Davide, se leggi questo molto probabilmente io sarò morto.

Volevo ringraziarti un'ultima volta per essere rimasto sempre al mio fianco e avermi dato la forza per continuare a lottare e andare oltre senza mai arrendermi. Grazie di avermi fatto conoscere questo mondo che è la Giocoleria, mondo che ha preso tutto di me, e ora anche la mia vita. Infatti se leggerai questo messaggio significherà che non ho avuto successo nella mia impresa, ovvero provare lo SputaFuoco con petrolio bianco; avevano detto che era molto pericoloso, ma non ho saputo resistere, volevo riuscire almeno ad eguagliarti, non potevo resistere ancora sapendo di vivere sempre e solo nella tua ombra. Veglierò per sempre su di te dall'alto, o dal basso che sia, affinché nulla intacchi il tuo animo e tu possa essere ricordato per sempre come Laco il Giocoliere.

E ora Davide, ora ti do il mio saluto e ti auguro buona fortuna, sei stato un leale e fedele amico e hai fatto la differenza nella mia vita. La nostra amicizia rappresenta un tesoro per me, ti ricorderò con dolcezza e avrai sempre un posto speciale nel mio cuore.

 

Il tuo amico, Paolo Marucchi, Venerdì 14 Novembre 2008."


Amico mio, starai sempre nel mio cuore. Ti ricorderò sempre come nella foto che qui ti ritrae: vivo e ignifugo. A me ora non resta che raccogliere le tue ceneri nel secchiello con la paletta e spargerle sul pavimento di una nota presentatrice televisiva, per coronare il tuo sogno: essere scopato da Simona Ventura.

postato da: Laco alle ore 23:32 | link | commenti (1)
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martedì, 11 novembre 2008

La taranta di Centrodestra



Dove sta scrittu?
Che la musica popolare è solo di Sinistra?
Sentite quant'è bella, uscite dalla finestra
Arriva la tarantella: de lu centrodestra.

Evviva Berlusconi e lu Capitalismo
le società per azioni, evviva lu cunsumismo
evviva pure Maroni e lu federalismu
Evviva la Carfagna....
Viva la FREGNA!

Evviva li stranieri evviva l'immigrazione,
ma solo se son femmine e solo quelle bone
Evviva lu parlamento che bella istituzione
ci vai 'na volta al mese e ti fotti la pensione

Eviva Brunetta, persona come si deve
Evviva tutti e sette, evviva Biancaneve!

Evviva La Russa che sa fare la difesa
e Matteoli che sa fare strade e viali
Evviva Tremonti che sa fare bene i conti
e la Gelmini che sa fare li ....

....

... le riforme.

A noi ci piace lu grembiulu
e lu maestro sulu
Maestri.... Andassero a FANCULU.

EVVIVA LU CENTRUDESTRA!!



postato da: Laco alle ore 13:34 | link | commenti
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domenica, 26 ottobre 2008

Vacanza



Siete mai stati in vacanza? Sì o no? Sì? Beh sorprendente.


Allora sapete quante cose possono andare storte dal momento in cui uno decide di andare in vacanza al momento in cui fisicamente si mette in moto.
Non so: metti la sveglia alle quattro del mattino ma la sveglia non suona; la sveglia suona ma all'ora sbagliata; suona all'ora giusta ma del giorno dopo; il giorno è giusto ma l'anno è sbagliato; ora giorno e anno sono giusti ma la tua auto non si mette in moto; la tua auto funziona ma non c'è benzina a sufficenza per andare all'aereoporto; la benzina c'è mancano le ruote; chiami un taxi ma il telefono da sempre occupato; trovi libero ma non ci sono taxi; trovi il taxi ma il tassista non sa come arrivare all'aereoporto; conosce la strada ma siete bloccati dal traffico; non c'è traffico ti porta in dieci minuti all'aereoporto ma è l'aereoporto militare; l'aereoporto è quello giusto ma il tuo volo è stato cancellato; il tuo volo non è stato cancellato ma c'è uno sciopero del personale viaggiante; non ci sono scioperi l'aereo parte in orario ma precipita; l'aereo precipita ma non è il vostro; l'aereo non precipita ma è costretto da un guasto a un atterraggio di emergenza; l'aereo non è guasto funziona perfettamente ma è dirottato da terroristi serbi; non ci sono terroristi atterri ma le tue valigie sono introvabili; no le tue valigie si trovano ma non tutte solo due; no anzi si trovano tutte e dieci ma sono vuote; no anzi non sono vuote sono pienissime quindi pesantissime ma non riesci a trovare un taxi; trovi un taxi ma il tassista non parla la tua lingua;
il tassita parla la tua lingua ma è mattino ti suona la sveglia e ti accorgi che stavi ancora dormendo nel letto di casa tua.
Un sacco di cose possono andare storte dunque. Un consiglio: se avete deciso di andare a riposarvi in una località di villeggiatura per la quale la guida consiglia di portare con sè il proprio testamento... non partite. Da evitare in special modo i tropici e in particolare le Isole di Langherans: infestate dalle terribili zanzare Bin Ban! Una puntura di quelle può trasformarti in Fabio Fazio.
Che dire poi dei serpenti velenosi?! Nulla, non ce ne sono.


[D.Luttazzi]

postato da: Laco alle ore 19:39 | link | commenti
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lunedì, 20 ottobre 2008

Io sono il Male

dfdfg

Io sono l'angelo della morte...
tornato dall'inferno
alla luce dei vivi
dove il sangue tiepido delle membra innocenti
attira come miele la mia gola assetata...
Io sono l'angelo del male
disceso a baloccarso coi mortali,
il mio stomaco aperto alle vostre carni bianche
attende impaziente il suo macabro pasto
Io sono l'angelo della morte...
di chi è la Renault 5 in seconda fila?


postato da: Laco alle ore 23:26 | link | commenti
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venerdì, 17 ottobre 2008

Anche le candele nel loro piccolo si incazzano...

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Click, Luce.

[Laco entra in camera dopo aver acceso la luce con l'interruttore]

Voce: «Ah! Proprio te cercavo! Allora dimmi un po': cos'è sta storia della candela?»
Laco: «Ma da dove proviene questa voce?»
Voce «Se, mo fa finta di non vedermi: oh sono qui, vicino alle cuffiette».
E' la candela del Monopoli: è arrabbiata.

Laco: «Ahhh certo: sicchè tu saresti la candela del Monopoli parlante eh?»
Candela: «E tu l'imbecille che sta scrivendo le mie parole»
Laco: «Touchè. MAMMAAAA! COSA C'ERA NEL TIMBALLO DI CARNE CHE MI HAI FATTO?!»
Candela: «Ehi ehi ehi! Mo' è inutile che cerchi di cambiare discorso: guardami qui! Cosa hai detto poco fa?»
Laco: «Niente perchè che ho detto?»
Candela: «Aaaaah non se lo ricorda: amico io non sono una buffona! Ti ho sentito benissimo: sta mattina hai detto a un tuo amico, "Mi sento insignificante come la candela del Monopoli"»
Laco: «IO?! [Sarcastico] Ma che scherzi? Non mi permetterei mai di offendere una tale pedina di siffatta statura»
Candela: «Giovanotto! Tu è inutile che sfotti sai? Sono candela del Monopoli, e me ne vanto.. tsk»
Laco: «Senta signora candela... Gesù bambino, ma che cosa sto dicendo? ... mi ascolti: lei non si deve offendere, è un modo di dire... »
Candela: «mai sentito»
Laco: «E' perchè non hai le orecchie»
Candela: «E CONTINUA! Senti tu, comico dei miei coglioni, sai cosa significa essere una pedina del Monopoli?»
Laco: «Sei un'allucinazione per mancanza affettiva eh? Dì la verità...»
Candela: «Innanzitutto, in America ai nostri colleghi li fanno di ferro! E non come qui in Italia! "Oh sì dai, facciamoli in legno, è così fine e chic»
Laco: «Beh è vero»
Candela: «Sì, ti vorrei vedere a te quando il tuo nipotino di sei mesi ti piglia in bocca e comincia a sgranocchiarti la punta...»
Laco: «Effettivamente... ma son bambini»
Candela: «Ecco appunto! Fossimo anche noi in ferro glieli STRONCHEREMMO quei dentini di M&RDA! E invece no! Siamo in legno. Altra cosa: l'hai visto il colore del tabellone?!»
Laco: «Sì è un bel verde»
Candela: «un bel verde? UN BEL VERDE?! Ahhhh, ecco: mo' sì che si spiegano quell'orrende camicie che hai nell'armadio»
Laco: «Ma perchè devi offendere?»
Candela: «FA SCHIFO COME VERDE! E' inguardabile! Sembra il colore della lattuga con la pleurite! Non mangio più insalata tanto che mi da fastidio il verde. Eppoi, eppoi...»
Laco: «Eppoi?»
Candela: «Spè che mi sono perso. Mannaggia avevo acquistato un bel ritmo... allora dunque: legno, verde, la lattuga... AH Sì! Il tabellone. 40 caselle ignoranti e reazionarie!”

Laco:  «No senti, ascoltami: come fa un tabellone ad essere reazionario?”

Candela: «Guarda in basso, vicino al via: i territori più sfigati di tutto il gioco, i rosa e i blu, dove li vanno a mettere? Confinanti alla Stazione Sud, con annessa e connessa la Tassa Patrimoniale! Come a dire che nelle stazioni ferroviarie periferiche del meridione son tutti ladri e pezzenti!»

Laco: «Ah! Ecco da dove l’hanno preso il verde la Lega Nord: dal Monopoli»

Candela: «Esatto, bravo… MA NON DICIAMO STRONZATE! Zitto! Dicevamo? Ah sì: e come se non bastasse, nel caso ci fossero dei dubbi, a dieci passi dal Via ti trovi da una parte una prigione rossa e dall’altra una pedana di transito così sottile che non sia mai capiti insieme alla Pera, si spacca tutto e cadi a terra. Eppoi: è dal 1935 che esiste 'sto gioco e l’omino nella prigione E’ SEMPRE LO STESSO! Settantatre anni filati che quel povero uomo non vede la luce del sole! Magro magro, pallido, con quella scatola di cereali sulla testa!»

Laco: [Guarda il tabellone] «Eggià: sembra proprio una scatola di cereali»
Candela: E gli Imprevisti e Probabilità? No dico ne vogliamo parlare? "Complimenti! Avete vinto il secondo premio in un concorso di bellezza: ritirate 1.000 lire". Braaavo! Addirittura mille lire e non hai neanche vinto il primo premio: FAI SCHIFO! Oppure, questo è bellissimo "Pagate una multa di 1.000 lire, oppure prendete un cartoncino degli imprevisti", eggià bella scena: ti ferma la municipale e ti fa "Senta lei, stava andando a settanta quando il limite previsto è cinquanta, può pagare adesso la multa oppure pescare un cartoncino degli imprevisti", NON HA SENSO! NON NE HA! Eppoi, la scorrettezza della Municipale: tu mo' hai vito 1.000 lire con il concorso di bellezza e già te le tolgono?!»
Laco: «Stai esagerando»
Candela: «Sto esagerando?! "E' il vostro compleanno: ogni giocatore vi regala 1.000 lire", ma io ti sputo in faccia! Altro che le tue mille lire!»
Laco: «Ti lamenti troppo: in fondo guardati! Sei una candela! Alta, slanciata, con un basamento in oro..»
Candela: «A forma di pene. Scusami: meglio esser il fiasco di vino no?! Almeno puoi "bere per dimenticare", hai "il vino buono nella botte piccola", ricevi sempre un colpo dopo che l'hanno dato al cerchio! Io invece? "Il gioco vale la candela", tsk... capirai»
Laco: «Ma pensa a chi sta peggio di te: dai, la Pera ad esempio!»
...
Pera: «CHE CAZZO HAI DETTO?!»

Click, Buio.

... Il dottore dice che sto facendo progressi.
DOTTORE, E' PRONTO L'ELETTROSHOCK?!

BZzzzZZzzZZzzzz

Ridi e Lascia Ridere...

postato da: Laco alle ore 20:50 | link | commenti (4)
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domenica, 12 ottobre 2008

Love&Death

http://ipernova.files.wordpress.com/2007/10/woody-allen.jpg

Grano?
Sono morto e loro parlano di grano! La questione è: io ho imparato qualche cosa dalla vita? Solo che gli esseri umani sono divisi in due: mente e corpo; la mente abbraccia tutte le più nobili aspirazioni come la poesia e la filosofia, ma a divertirsi è il corpo.
La cosa importante è, non essere amari. Sapete, se viene fuori che c'è un Dio io non credo che sia cattivo, credo che il peggio che si possa dire su di lui è che fondamentalmente è un disadattato.
In fondo sapete, ci sono cose peggiori della morte: se avete passato una serata con un assicuratore voi capite cosa intendo. Il segreto credo che sia "non pensare che la morte sia la fine", ma pensarla piuttosto come a un modo molto efficace di ridurre le vostre spese.
Quanto all'amore... eh... sapete che si può dire? Non è la quantità dei vostri atti sessuali che conta, ma la qualità. Daltronde se la quantità è di una volta ogni sette, otto mesi, io una controllatina me la farei dare.

Beh, io avrei proprio finito: addio.

postato da: Laco alle ore 12:20 | link | commenti (2)
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martedì, 07 ottobre 2008

Volemose Bene



Voglio scrivere questo intervento per esporre un concetto, per fare un invito, per dare semaforo verde a un pensiero che con la forza di un rutto oceanico sgorga dalle mie labbra: VOGLIAMOCI BENE! Viviamo in un era di confusione, le nostre giornate sono un continuo pattinare in una strada in salita lastricata di sapone e di merda. La vita moderna ci stressa, ci fa male, nuoce. Ecco, questo è un provvedimento a cui dovrebbe lavorare il Ministero della Salute: stampare su ogni placenta la frase “La vita, nuoce gravemente alla salute”. Perciò ve lo ripeto: VOGLIAMOCI BENE! E’ tutto qui ragazzi, non raccontiamoci fandonie… una volta morti si diventa carne per vermi; è tutto qui, nessun gioco post mortem, nessun paradiso idilliaco o inferno demoniaco: è tutto, ma proprio tutto tutto qui, quindi di nuovo VOGLIAMOCI BENE.

Perché non posso svegliarmi la mattina, e scoprire che la linea verde della metropolitana è rotta. Non posso dopo essermi svegliato alle sei per arrivare alle otto e mezza in università, e scontrarmi contro un tecnico della metro che non mi vuole bene:
«La metropolitana è chiusa! Non si passa»
«… Nooo! E mo’? Scusi come faccio ad arrivare a Lambrate?”
«E’ INUTILE CHE SI INCAZZA COM ME! LE HO DETTO CHE LA METROPOLITANA E’ CHIUSA PER UN GUASTO G-R-A-V-E”.
Amico tecnico, ma che t’ho detto? Se io sono qui alle sette e già ti trovo dietro le barricate, significa che tu a differenza mia sarai in piedi dalle quattro. Che avrai sputato sangue dietro a centinaia di persone che prima di me saranno scese e si saranno lamentate con te per il disservizio. Ma non puoi reagire così quando ti faccio una domanda cortese: amico tecnico, VOGLIAMOCI BENE! (Tanto sappiamo che io e te voteremo la stessa cosa, tra cinque anni).

Non posso stare un ora e quaranta in piedi alla stazione di Cascina Gobba vedendomi passare tre autobus pieni e poi andare a finire a mazzate con una tabbozza: se al quarto pullman che passa, finalmente sto riuscendo a salire, e te mi afferri per il braccio strattonandomi indietro per passare davanti a me, dopo che ho già perso 2 ore di statistica all’università, poi non ti meravigliare se ti afferro per la cintura e ti schiaccio contro una parete del pullman per ritornare davanti.
“Cazzo alzi le mani?” è vero ti ho strattonato, ma tu mi hai anche scucito i coglioni.
Allora vorrei dirti, amica tabbozza con piercing al labbro e trucco carico modello matrioska: VOGLIAMOCI BENE! (E vai a letto prima, basta che la smetti di andare in giro con quei cerchi viola sotto gli occhi modello orsetto lavatore).

Non posso camminare tranquillo nel parco davanti alla mia università e beccarmi l’unico tamarro alto un metro e un puffo che vuole fare del brutto a me. Io sto camminando, sto voltato con la testa parlando con un mio amico e mi vedo te che arrivi e mi sfondi la spalla tirandomi una botta di proposito perché sono vestito con la camicia variopinta e la cravatta? Perché, nella tua testolina stracolma di merda, hai trovato una marionetta con cui divertirti? Allora non tentare di spaventarmi quando ti chiedo, rubandoti una frase dal tuo vocabolario: “Minchia, ma ce la fai?!”… perché tanto al mio paese le capedicazzo come te sono all’ultimo gradino della catena alimentare. Prima ti fai anche tu un bel giretto ai Quartieri Spagnoli e ne esci vivo conciato come sei, poooi, caso mai, puoi farmi brutto.
Allora vorrei dirti, amico tamarro: VOGLIAMOCI BENE! (E alzati quei cazzo di jeans).

Non posso fare un complimento a una ragazza sul suo trucco e sentirmi rispondere: “Ho il fidanzato, è geloso”. Non ti meravigliare se poi ti non ti cago più: perché se ogni volta che ti rivolgo la parola tu la prendi come un avance, allora è chiaro che poi ti considero una narcisista della peggior specie. Non sei il mio tipo, mi spiace: a me piacciono basse, scure di capelli, paffutelle e molto spiritose… non alte tre metri e dieci, capelli a caschetto biondo modello zoccola russa e così magra da poter essere usata come chiodo nel legno. Quindi vorrei dirti, amica ragazza (Brr, orrore scusate, suona malissimo): VOGLIAMOCI BENE! (E possibilmente DALLA! Perché anche se hai il ragazzo qui nessuno di noi è geloso).

E infine mi rivolgo a te, che stai leggendo questo intervento e lo trovi un po’ fiacco per i miei standard: hai ragione, ma VOGLIAMOCI BENE comunque, perché ti prometto che ciò che tu auguri a me, il doppio ti ritorna a te.


Amate il vostro prossimo, sorridete al vostro vicino, offrite da bere allo sconosciuto che bussa alla vostra porta, date affetto a chi vi vuole bene, non fate mancare niente al vostro\a fidanzato\a e accarezzate vostra madre, che ha rifiutato la mia proposta di stampare nella sua placenta: “La vita, nuoce gravemente alla salute”.
E indovinate perché non l’ha fatto? Perché, vi vuole bene. Ecco come tutto è un grande cerchio, come chi comincia ha già finito e come nella mia testa proposizioni sconnesse riescono a trovare un connubio in una chiusura così improvvisata.

(Si nota eh, che ho finito le mie medicine?)

 

Ridi e lascia ridere… e volemose bbbbbbene!

postato da: Laco alle ore 00:14 | link | commenti (9)
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martedì, 23 settembre 2008

Misoginia



Molti di voi, o almeno quelli che mi conoscono meglio, si staranno domandando perché ho deciso di intitolare questo pezzo “Misoginia”. Sapete infatti che ho sempre difeso le donne e che da un po’ di tempo a questa parte ho cominciato a ripete la frase: “Dire che è impossibile capire le donne è un’ottima scusa, ma anche una meschina bugia”. Allora, di nuovo questa domanda: perché “Misoginia?”. Il fatto è questo: io e un mio amico abbiamo cominciato a “contenderci” il cuore di una ragazza… ovviamente per scherzo, facendo finta di farci dei dispetti o di elaborare piani diabolici per mettere fuori gioco l’altro. Era per gioco appunto, ma non ho potuto fare a meno di pensare e di riflettere sul fatto che sempre più spesso, ormai, sentiamo parlare di amicizie finite a causa di una donna. Ora, non voglio accusare il “gentil sesso”, ma far riflettere noi maschietti: vale la pena, per una donna, buttare nel cesso un’amicizia? Un legame così forte che si è venuto a costruire anno dopo anno, che finisce, così, dall’oggi al domani per una ragazza? Non sarà che noi maschi siamo succubi di una divinità che noi stessi abbiamo creato, sottomettendoci a questa potente creatura di 5 lettere: donna?

Insomma: la mia testa come al solito era partita in quarta, sgommando e bruciando molti semafori rossi. La risposta, almeno nel mio caso, era affermativa: ero e sono sottomesso all’influenza che ha una bella ragazza sulla mia persona. Ma allora: come fare? Come poterne guarire?

Non lo so ancora, probabilmente una cura DEFINITIVA, non esiste… però esiste qualcosa a questo mondo in grado di scuotermi: una sorta di panacea, di pianta medicamentosa che presa a piccole dosi può fare miracoli.

Sto parlando di uno dei pezzi di un grande cabarettista: Dario Cassini.

 

Basta con questa storia. Tutti mi vogliono far passare per misogino: perché insistono a far passare per misogino? Io abito sulla Flaminia, se passo per Misogino allungo. Poi il problema non è mio, io non ho nessun tipo di avversione nei confronti delle donne. Sono… veramente entusiasmato dal sesso. Ma lo siamo tutti, ognuno di noi passa i primi nove mesi della nostra vita a pensare al sesso: stiamo nella placenta e il nostro unico pensiero è “Di che sesso sarò?”. Sono una donna? Potrei essere una donna, mia mamma è una donna, sono una donna dentro un’altra donna: cazzo una matrioska. No no: potrei essere un uomo e se sono un uomo dovrei avere il pisello. Cerchi in questo liquido amniotico, al buio, il tuo pisello, becchi il cordone ombelicale lo scambi per il tuo pisello e cominci a pensare: “Epperò eh? Eh! Ma andiamo! Ma che bella vita che mi aspetta!”.

Ma non è così, perché appena vieni al mondo arriva un medico che TRAK! Ti taglia il cordone ombelicale che tu non sai che è il tuo cordone ombelicale e gli vorresti dire «BASTARDO! Era ancora a chilometri zero». Poi ti chiedi perché sei fissato con il sesso: sei nato da quaranta secondi, arriva un’infermiera bionda naturale, sesta naturale, il tuo piccolo corpo nudo davanti, prende il borotalco, se lo mette nella mano, ti punta il pisello e comincia a massaggiartelo per cinque minuti: sorride, ha cominciato lei e sembra che le piaccia, non ti capiterà mai più in tutta la vita!!

Le donne sono un’altra categoria, sono un miracolo nella capacità di mentire: sono fantastiche.

Ho incontrato una ragazza con dieci centimetri di tacchi, le calze che si vendono in farmacia quelle gommate per fare il sedere alla brasiliana, con la guaina per tenere in dentro la pancia, il push up per tenere su il seno, la bocca rifatta, il naso rifatto, gli occhi tinti, i capelli dipinti, mi guarda e mi fa: «Tu non sei sincero».

 

 

Io non sarò sincero ma tu sei robocop baby. E poi… il push up è una macchina infernale, che prende il nulla, il vuoto pneumatico, l’antimateria e te la strizza a gobba di cammello che tu lo vai ad aprire pieno di aspettative e quando lo apri ti metti a piangere come a un funerale di seconda classe! Allora perché noi maschietti non abbiamo diritto a un push down: una mutanda a collo alto che prende la panza, la strizza al pacco, così quando aprite capite che cos’è una delusione amorosa!

Poi la scorrettezza totale nel barare anche sull’altezza: perché i tacchi? Perché?! Perché se li mette una donna è una figa e se li mette Albano è un coglione? Perché? Dov’è la parità dei sessi? Io esco con te che sei alta due metri e dieci, torniamo a casa, ti togli le scarpe e non ti trovo più! Perduta nella moquette: fai amicizia con gli acari che organizzano una cordata con i folletti! Perché le criminali, si mettono i tacchi e non se li levano MAI, prima di essersi sdraiate sul letto. E quando si sdraiano sul letto, perché sono criminali vere, si sdraiano in obliquo… per confonderti. Finche tu non richiami il sangue dove è andato occasionalmente, lo rimandi al posto suo al cervello, ti fai due conti: base per altezza, sei una nana e VAFFANCULO!

Misogino.. sincero! Come l’olio di Puglia, diciamo la verità. C’è un modo amici uomini, un modo sicuro per avere una bella e sana vita sessuale ed è… farcela da soli. Sto parlando di autoerotismo… vi vedo un po’ confusi: le pippe! Le pippe sono sensazionali! Hanno un sacco di vantaggi rispetto a una donna che se proprio ti dice bene te la devi pure sposare, perché è tipico innamorarsi di un culo e poi dover andare avanti nel sentimento. Le pippe sono fantastiche: con le pippe non ti devi telefonare, sei già là. «Facciamo?» «VAI!». Te lo dai subito, al primo appuntamento, un zoccolone e te lo ridai se c’hai il fisico! È bellissimo!

Con le pippe dopo, non ti devi coccolare OLEEE! Al massimo: «Roger alla prossima» «Iuston tutto regolare». Le pippe hanno un grosso vantaggio per noi fumatore: ogni fumatore se è incallito come me deve inalare nicotina una volta ogni quindici minuti. In una chiavatina tipo di 45 minuti, che vi auguro ma sto scherzando, ti verrebbe voglia di fumare tre volte…

con le pippe no! Con una mano fumi e con l’altra ti fai la pippa è fantastico! E’ veramente bellissimo! Se sei veramente un fenomeno allenato, puoi fare anche gli anelli di fumo e canestro! FERMI! Non vorrei che qualcuno di voi eccitato dal testo ci provasse, perché se vi casca la brace su un coglione, quel coglione… siete voi.

 

[D.Cassini]

 

Vivi e lascia vivere, ma soprattutto

Ridi e lascia ridere.

postato da: Laco alle ore 20:26 | link | commenti
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lunedì, 15 settembre 2008

Il tempo dei Licei

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.:| Oggi era già ieri |:.

C'era una volta, più che una volta era un tettuccio, ma per quelle persone era qualcosa di più: un piccolo rifugio, un punto di ritrovo, un posto solo loro. Era un rito, forse sacro; ogni giorno, alle undici e venti, il luogo si riempiva di fumatori e non fumatori, magari trascinati dai primi e tutti, tutti, si conoscevano e si salutavano: chi con un cenno del capo, chi con una rumorosa stretta di mano, chi più semplicemente faceva suo un vocabolario poco usato in altre circostanze e salutava con un secco "bella".
In quindici minuti che scandivano l'inizio e la fine dell'intervallo in quel luogo si consumavano in media una ventina di sigarette, i ragazzi assorbivano la giusta quantità di nicotina per tirare avanti quel paio d'ore scarse prima che suonasse la campanella per la fine delle lezioni. Nei mesi caldi, quando il sole scaldava il prato circostante, i ragazzi si allontanavano dalla tettoia di pochi passi, per godersi quella sensazione di "tiepidume" che irrorava le ossa, mischiandosi alle esalazioni di tabacco e catrame bruciato, scherzavano e ridevano coprendosi le iridi con degli occhiali da sole e mostrando i denti a ogni battuta del compagno. D'autunno e d'inverno invece, quando il cielo non faceva filtrare la luce e il Padre Eterno si era scordato l'acqua aperta, tutti gli studenti si raccoglievano sotto a quella volta coperta e lei, buona, riusciva ad offrire con i suoi tre metri quadrati scarsi, un posto a chiunque: qualcuno batteva i denti perchè troppo pigro per infilarsi un cappotto prima di uscire, altri, quelli furbi, crogiolavano nel tepore delle loro giacche.
Era una moderna Agorà, anzi era qualcosa di più: era una valvola di sfogo, una delle poche cose belle di quella giornata scolastica.
Sui muri ai lati della "volta", diverse scritte e disegni, una per tutte battezzava quel luogo: il "Sizza Point", il punto sigaretta.
C'era Sgarro, alto, con la fitta barbetta nera e con il plettro alla gola: era una forza quando rideva.
Carroz, basso e pompato con quelle sopracciglia perennemente innarcate: salutava tutti quanti con una bella stretta di mano e un tono di voce che voleva dire "Eccoti! Mancavi solo tu".
Filo&Fede, caffè e latte, uno fumava l'altro no, ma a entrambi piaceva il contatto umano che era in grado di offrirti quel luogo... a filo avrò scroccato  una quantità di sigarette pari a una piantagione di tabacco messicana.  La Marghe, sempre nera come l'ebano e le braccia conserte all'altezza dell'addome.
Cof, le cui origini del soprannome mi sono ancora sconosciute, che veniva puntualmente insultato e picchiato ogni volta che spoilerava i numeri di Naruto. Spillo, che aveva l'espressione da tassista abusivo capitato lì per caso, simpatico anche lui. Micky, che prima o poi contagerà il Machiavelli con il suo "sogno jamaicano". Le mie compagne di classe (Un salutone alla Giuly, che non so se leggerà mai questa pagina, visto che non posso farglielo io non vedendola più su msn) , troppe davvero per trascrivere i nomi, ma non abbastanza per essere dimenticate, che si ammassavano sul lato sinistro della tettoia parlando fitto fitto. Di Iove mi ricorderò sempre il periodo in cui l'avevo trascinato nella micromagia e le nostre piccole sfide improvvisate. Alessando (Ska per gli altri e talvolta, Bimbo, per me), campione di scrocco e con la mente proiettata sempre alla verifica o interrogazione dell'ora dopo; Angy, aria strafottente e crestone da Punk, ma con meno integrità morale.  Bio, che era la fine del mondo e il suo amico  di cui non ho mai saputo niente e che ho conosciuto "per sbaglio" e che aveva buon sangue. Mattia, il rappresentante d'istituto che ogni tanto faceva la sua comparsa da Guest Star e prelevava qualcuno dal luogo per discutere di questo o di quello. Lo-Re (Lotto) che per il cognome che ha, ha il vizio che si merita, ci ha tenuto compagnia solo per la prima metà dell'anno. Tutti gli altri che al momento non mi tornano alla mente, ma che piano piano ritroverò e inserirò nell'elenco: non disperate e continuate a tornare, un giorno vi rivedrete tutti in questo elenco.

Qualcuno di loro è rimasto e ho avuto il piacere di riincontrarlo oggi, altri com'è giusto che sia hanno preso il volo: chi è finito all'università, chi si è trovato a lavorare. Ma non ha importanza: quando oggi mi sono acceso una delle ultime sigarette che fumerò in quel luogo, li ho rivisti uno ad uno completando il quadro degli assenti con i miei ricordi. E a tutti, ho stretto la mano e salutato con un sorriso.




Ridi e lascia ridere.

postato da: Laco alle ore 19:23 | link | commenti (2)
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mercoledì, 10 settembre 2008

Il Giudizio Universale



Giudizio Universale.
Non giudicate mai, mai, un giorno verrà Lui, l'Unico a giudicare tutti.
Prima comincerà con i saggi e i mansueti e quando avrà finito con loro li metterà in disparte.
Poi chiamerà i peccatori e dirà: «Voi peccatori, viziosi, alcolisti, giocatori! Venite qua mettetevi alla mia sinistra: BESTIE SIETE! siete bestie. Ma comunque adesso andiamo tutti insieme nel regno dei cieli e lì tutto comprenderemo e tutti comprenderanno.»
Tranne alcuni benpensanti moralisti bigotti che diranno «Ma Signore, Unico! Come puoi perdonare quella gente, quei peccatori?»
E l'Unico risponderà «Li perdono, perchè loro non si sono mai stimati degni di questo. Ma adesso andiamo tutti insieme nel regno dei cieli cià, dai.»
Ma i benpensanti moralisti bigotti insisteranno «Signore, cos'è l'indulto?! Non comprendiamo il tuo giudizio». E il signore «Dopo comprenderete, dopo! Adesso andiamo tutti insieme per favore nel regno dei cieli!». Ma i benpensanti moralisti bigotti continueranno dicendo «Ma allora! A cosa sono servite le nostre rette vite?!» e l'Unico dirà: «A cosa sono servite, avrebbero dovuto farvi comprendere tutto questo! Per favore, basta, andiamo tutti insieme nel regno dei cieli».
Ma i benpensanti moralisti bigotti diranno ancora «Come possiamo Signore vivere, convivere, per l'eteternità con quelle bestie?!».
E allora lì l'Unico dirà: «Avete ragione... voi convivere insieme per l'eternità?» e guardando i benpensanti gli dirà: «Voi restate qua!»

[P.Rossi]

Oh Yes! Ridi e lascia Ridere

postato da: Laco alle ore 13:16 | link | commenti (1)
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domenica, 07 settembre 2008

One More Night





E gli amori finiscono, e finiscono di colpo all’improvviso come una lampadina che scoppia.
O finiscono piano piano… come una lampadina che scoppia piano piano.
E’ finita, perché non fai mente locale? E’ fi-ni-ta. L’amore altro non è che un pesce rosso che hai vinto al Luna Park: non puoi pretendere che duri in eterno.

Eppoi le dici «Parliamone»

«Pfff, parliamone» risponde lei; ti guarda così, come si guarda una piscina piena di Vinavil.
«Va bene, va bene allora una di queste sere ne parliamo». Te lo dice anche per farti togliere il piede dalla portiera del taxi che te la porta. Te lo dice, la rivedrai, però… da amici.
E’ una stronzata.
Ma è la tua ultima chance: ti prepari sai che lì ti giochi tutto, sai che non è un appuntamento ma una finale e ti prepari. Dovrai arrivarci calmo, calmo e concreto; magari anche un po’ ironico, ma obbiettivo e rassicurante.
Ecco dovresti ispirarti a Enzo Biagi e invece, ti entra in circolo Trapattoni con le tre regole del vecchio Trap: umiltà, determinazione e tanto, tanto, contropiede.
Sarà lei a scoprirsi all’orizzonte e tu colpendo di rimessa troverai la vittoria. L’amore. Andiamo con ordine: dovrai essere perfetto dall’inizio alla fine, non dovrai sbagliare una mossa: arriverà e ti chiederà
«Come stai?» e tu «Bene, sto bene» generico ma positivo.
Oppure «Benissimo» per un rilancio d’immagine… provi allo specchio un «Sto da Dio», ma lo vedi non ti regge la faccia. Abbiamo detto coperti e contropiede, su una cosa ti impegni al limite del giuramento: guai saltarle addosso, sarebbe la fine. Anche perché sarà lei a farlo e tu le resisterai.
Davanti a lei ci sarà un uomo vero, un uomo ch… o-occhio che sta arrivando! Eccola là, mi raccomando tranquillo e positivo, Enzo Biagi e contro piede, attento alla domanda del “come stai” tranquillo dai!

«Ciao, come stai?»
«DA CHI CAZZO ANDAVI QUELLA SERA IN TAXI TROIA»



Per fortuna lo pensi ma non lo dici. «Come sto? Non c’è male, tu, i tuoi?» Sì, vai avanti così, sei partito col piede giusto, continua a parlare del più e del meno: «Non ci son più le mezze stagioni», grande, questa è classe vai avanti, vai avanti così, sul vago «Ehh, come hai detto che ti chiami scusa?»

… ci sei stato insieme due anni, lascia che parli lei.
Portala a bere, hai cominciato con il piede giusto. Il Trap è lì che ti guarda in panchina, non ti fischia perché lo vede: sei in serata. E lo sei per tutta la sera e addirittura è un crescendo con il botto finale: perché ritornando a casa dopo la mezza ti ritrovi a cantare a squarcia gola cavalcando un Battisti che va per radio «Le bionde trecce e gli occhi azzurri e poi…» Lei ti viene dietro, ti sorride, UN SUCCESSO. E’ davanti al portone che la musica cambia... parte One More Night.
Dovresti prendere l’autoradio, buttarla fuori dal finestrino e schizzare via impietoso con i tre punti in tasca come il Trap in trasferta. E invece no, ti sfugge l’attimo e ti inchiodi lì a guardarla smarrita con due occhi da orfanello; e lo sai che dovresti andartene sgommando… ma non ci riesci, perché sei fradicio di quell’amore!

Quello che ti è rimasto, è il rabbioso orgoglio di un etto di crescenza.

Ma porca di una miseria, ragiona, non sei Bambi! L’hai portata al cinema da grandi amici, poi in pizzeria a parlare di viaggi, sei stato grande! Grande! Ma adesso è il momento di stringere i denti, darle uno straccio di buona notte e andartene via, e andare via! Con i finestrini aperti se vuoi, e la radio a tutto volume per farla sentire una merda, in colpa, sul marciapiede! Enzo Biagi andrebbe via!
Ma anche Don Mazzi andrebbe via!
E invece no tu non ci riesci, perché c’è sto cazzo di ritornello che è più forte di te. Reggi l’urto del primo, sbarellando un po’ ma ti lascia il segno. E all’altezza del secondo sbrachi, ti squagli come un cornetto al sole, dentro di te, qui, proprio qui, all’altezza dei bronchi… c’è una manica di stronzi che ondeggia le braccia al cielo con gli accendini accesi. Fuori lì a trenta centimetri c’è la donna della tua vita e dentro e fuori c’è sto cazzo di One More Night… ma ormai sono passati anni, non possiamo più dare la colpa a Phil Collins! Ammettilo, quello che hai cercato di darle quella sera non era un semplice bacio della buona notte, no, era un metro di lingua che hai scatenato per l’abitacolo. Il giorno dopo avevi una macchina con gli interni tirati a nuovo. Ma era una macchina, sulla quale la donna della tua vita non sarebbe salita mai più.

No, no… molto meglio gli amori che finiscono di netto, così all’improvviso come un dito che viene giù dal cielo e ti schiaccia sotto il naso il pulsante dello STOP.

[Giorgio Melazzi]

postato da: Laco alle ore 11:40 | link | commenti
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mercoledì, 03 settembre 2008

Grazie

Immag001_3

Che squillino le trombe!
Ho finalmente raggiunto, e nel giro di pochissimo, superato i 5000 visitatori!
5000 anime malate che hanno perso qualche minuto a leggere i miei esperimenti che ho fatto in questi due anni.
Facendo un rapido calcolo ogni giorno questo blog è stato visualizzato in media da 6,8 persone!
... ma non avete niente di meglio da fare?
Lo "0,8" è per l'onorevole Borghezio, che so che è un fan del mio blog, ma che non ho potuto contarlo come persona intera... spero che non si offenda. E se si offende pazienza, mi perdonerà visto che si professa cristiano.

Intanto come avete notato nella foto a sinistra c'è una novità: ho una collana rossa!

A parte gli scherzi, rispondo a tutti quelli che mi hanno chiesto "perchè" compresa mia mamma che sta in cucina urlando «Hommioddio è bruttissimo, signore perchè, cosa ho fatto di male?!» informandovi che ho cominciato a fare teatro, anche se mi è arrivata una lettera dei Carabinieri che mi intimava di smetterla.
 A marzo (dio volendo) andiamo in scena con la commedia "Il Trasloco" (titolo di De Filippo: "sogno di una notte di mezza sbornia" ... che era molto meglio ma a me nessuno m'ascolta), dove interpreto Amedeo Montemurro: il figlio del protagonista. La parte l'ho ottenuta perchè dormo con il regista. Ora, questo Amedeo Montemurro purtroppo, porta i capelli MOLTO corti, tant'è che a marzo dovrò accorciarli ancora di più... mio padre parla di una trovata registica, in realtà si è voluto togliere lo sfizio di vedermi con i capelli corti (mio padre e il regista sono la stessa persona, l'uno si trasforma nell'altro nelle notti di luna piena e si ciba esclusivamente di bustine di Tè deteinato).

Adesso la mia chioma non c'è più... e si che ne ha viste di cose, è stata una compagna fedele per più di un anno. M'ha visto diventare maturo, sia in senso anagrafico che scolastico, ha visto l'arrivo di una bella ragazza nella mia vita impregnandosi del suo profumo e ha visto quando se n'è andata. Ha visto e conosciuto un sacco di persone che quest'anno mi sono state vicine, ha fatto persino in tempo ad assistere al grande ritorno di un pezzo della Sicilia, Narses, prima di finire sul pavimento del parrucchiere pochi giorni dopo.

 

Intanto siamo ancora al tre settembre, e non mi sono ancora iscritto all’università… ma si sa, sono amante del rischio. E a proposito di “amante”, sto ancora cercando una ragazza: quindi mi rivolgo a voi, signorine cieche di 85 anni con evidenti problemi lombari, fatevi avanti!

Ah, c’è un’altra novità: voglio imparare a suonare la cornamusa elettrica, solo che non mi fido ad acquistarla su internet. Quindi se qualcuno di voi (zona milano) sa dove posso andarla a comprare, mi contatti per favore.

 

Ps: mi hanno regalato un libro di ombre cinesi… a quanto sembra i miei amici mi considerano più strano di quanto pensassi. Certo uno che vuole imparare a suonare la cornamusa elettrica qualche problema ce l’ha

Pps: www.lacavernadiplatone.splinder.com … così, tanto per ricordarvelo

Ppps: Ridi e Lascia Ridere, ma questo voi lo sapevate già.

PpppS: Giovedì, dalle 10 alle 17 e venerdì  dalle 9 alle 14, se non avete niente di meglio da fare, concentratevi su una ragazza , la Titti (alias la dolze  Sfogliatella) che  in quelle ore  farà l'esame di ammissione per l'ISIA .  Se mi volete bene fate conto che sia io a fare quel test, e mandatele tutte le benedizioni che conoscete  :-D

P(eccetera)s(giuro che è l’ultimo): Grazie di cuore a tutti, vi voglio bene.


postato da: Laco alle ore 11:57 | link | commenti (3)
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domenica, 31 agosto 2008

Il mondo prima



Non ho nessuna in particolare a cui dedicare il testo, o magari ce l'ho però non voglio dirvelo. Bravissimi T.a.r.m, come sempre


Era bello vedere che il verde ritorna e che si svegliano i ghiri
era bello sapere che dopo l'inverno la voglia ritorna anche a te

era bello sapere che solo d'estate come gli insetti sui fiori
era bello vedere i capelli bruciare e cambiare colore
era bello vederti nuotare andare in fondo per poi risalire
era bello star svegli la notte e tutto il giorno dormire

il mondo prima che arrivassi te

era bello cadere d'autunno sopra le foglie come le foglie
era bello sentirti cantare giù per le scale
era bello vederti ballare
era bello, era bello

il mondo prima che arrivassi te

era bello il cielo d'inverno come i tuoi denti
era bello sentire le tue mani fredde cercare qualcosa di me
era bello i tuoi piedi sopra le cosce
un po’ come fossimo in moto
ma distesi sul letto mio fresco
quasi come guidassi tu

il mondo prima che arrivassi te

postato da: Laco alle ore 17:33 | link | commenti
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venerdì, 29 agosto 2008

Blues



Nel vivere del nostro buio quotidiano, ogni tanto incontri un raggio di luce… spesso, è una moto che ti sta investendo. C’è del fanculo nell’aria. La vita è un puzzle da comporre giorno per giorno tassello dopo tassello: è pescarlo in quel metro di merda che la rende difficile.

Ma, non è vero che la vita passa senza un perché: anche quest’anno continua l’impegno di Golia Bianca nel difendere la natura, ciucci una menta e salvi un orso polare …sentirsi utili e buoni, basta poco per dare un senso alla vita. È quando lecchi un francobollo che non sei sicuro di salvare uno statale.

E ti dicono grazie «Grazie», «Grazie», «Grazie»  perché forse non c’hai pensato, ma sono proprio i tuoi acquisti anche i più semplici che fanno girare l’economia. È quando arrivi alla cassa che ti si ferma l’economia e cominciano a girarti i coglioni.

Dura la vita, c’hai provato e lo sai. Come alzi la testa piovono cazzi e martelli. È un Vietnam a ogni angolo, una fogna in testa e un’altra nel cuore, tutti contro tutti… basta non è una vita: è un inferno per doberman. Ma un giorno dopo l’altro ti sei fatto la scorza, sei diventato un duro. Un inferno per doberman? Fanculo, sempre meglio di un paradiso per cocker.

E guardi su: piovono cazzi e martelli ma sempre cielo è. Ti saluto mamma io esco. «Torni?».

E guardi giù: siamo virgole di gazzetta, siamo sputi nella corrente mamma è la vita, quel tratto di piano inclinato spesso in forte pendenza lastricato di sapone e di merda… come faccio a dirti se torno? Sono poche le mamme tranquille, uh, poche: forse nemmeno quelle quattro in Tennessee coi figli sistemati: quei quattro pirla stipendio fisso del Tennessee che giocano a tappi in veranda aspettando che sia pronto il wisky.

«Che ne dici Jack ce la facciamo una partita a tappi?» «come no vai una secca!» e pare una stronzata, dice la mamma di quel Jack, ma alla fine di ogni partita mi torna a casa invecchiato di 5 anni. Chi siamo mamma? Dove andiamo? Perché a trentanni siamo quelli di Brave Heart e a quaranta quelli del guscio meliconi?… c’è del fanculo nell’aria mamma.

«Questo lo so, respira profondo e vivi, se vuoi sognare sogna, voglio che sogni.»

Voglio che pensi al futuro perché il futuro è un campo di girasoli: dove troverai il tuo migliore amico…in camporella con la tua ragazza. Certo una vita senza problemi è impensabile… così ti lasci prendere dal blues, da un motivo steso su una traccia audio con una tromba dal timbro acuto e poche note di pianoforte. Ti sdrai sul letto, lasciandoti trasportare dalla melodia, facendoti guidare fino a raggiungere un vicolo mal illuminato alla periferia di Manhattan, con una luna a metà del cielo strozzata dagli alti palazzi ai lati delle strade. Continui a camminare, dando poca importanza al fumo che esce dai tombini semi scoperchiati e poco ti importa di sapere dove stai andando. Segui solo un suono, quella tromba in lontananza, che ti fa abbandonare la tristezza per lasciar spazio a un dolce senso di ispirata malinconia: fuori dal nero e dentro al blu…

[Rivisitazione di un pezzo di G.Melazzi]

Ridi ed entra nel Blu(es)

postato da: Laco alle ore 00:01 | link | commenti (1)
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mercoledì, 27 agosto 2008

La caverna di Platone

www.lacavernadiplatone.splinder.com

Non ha bisogno di commenti: leggetelo e fatelo leggere... magari questa è la volta buona.

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Ps: se vi state chiedendo che fine ha fatto il vecchio post "Mi rubano la spazzatura" è semplice: l'ho riletto, non m'ha fatto ridere e l'ho cancellato :-P

Ridi e lascia ridere

postato da: Laco alle ore 12:56 | link | commenti
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sabato, 05 luglio 2008

Mantra


Se Dio vuole, avrò dei figli. A ognuno di loro, appena nato, reciterò il mio mantra...



Per un uovo sodo ci vogliono sei minuti, e per uno alla cock ne bastano tre...
altro, bimbo, non so della vita. Respira profondo e vivi, e
se vuoi sognare sogna. Io voglio che tu sogni.
Certo una vita senza problemi è impensabile:
c'è quello dove non riesci ad aprire  il tonno perchè ti si è rotta la chiavetta
e c'è quello che sei su un aereo che sta precipitando!
Ma il segreto è uno solo, sempre: pensare sempre in positivo...
per esempio, che nell'impatto al suolo ti si apra il tonno.


postato da: Laco alle ore 15:01 | link | commenti (3)
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giovedì, 03 luglio 2008

Goodbye Democracy ®



Molti lo trovano ridicolo,
trovano i suoi scatti d'ira
impulsivi e irragionevoli.
Molti trovano patetico che si sia fatto
 strumentalizzare dall'opposizione,
strumentalizzare dalla lega e dai missini,
dato in pasto alla stampa per affondare il suo stesso partito...
Molti ancora trovano ridicole le sue morbosità
per i carabinieri e per la televisione...
Altri, infine, trovano pietose le sue risse con i giudici,
stonate le liti con l'opposizione,
comica la minaccia dei misteriosi dossier...
non dico che abbiano torto:
forse sarà un presidente emotivo;
forse sarà un presidente stravagante e bilioso;
forse ingenuo.
Ma è il mio presidente; e mi levo il cappello quando rido!

                                                                                                    - Corrado Guzzanti

Anche se ormai, scusate la banalità, non ci resta che piangere.

...Resisti e lascia Resistere.
 

postato da: Laco alle ore 20:52 | link | commenti
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